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Workshop con Antonio Vulpio

La capacità di improvvisare ci permette di reagire in maniera appropriata agli eventi che ci accadono. Noi improvvisiamo davanti al mondo, e non il contrario. Appena scoperta l’arte dell’improvvisazione teatrale ci lasciamo trasportare con gioia dalla magia che siamo in grado di evocare in scena. Troviamo straordinario che talvolta (spesso, a dire la verità) accada che, non appena iniziamo ad avere dimestichezza con le “regole” dell’improvvisazione (a proposito quante ne esistono? Tre, Dieci, Cento, Una, Nessuna?) iniziamo a essere meno coinvolti, preoccupati piuttosto dal seguire il comportamento giusto. Troppo spesso ci lasciamo imbrigliare da tutta una serie di nozioni, strutture, preconcetti che anziché potenziarci ci distraggono da ciò che realmente importa: la presenza nel momento. Quella fatta di ascolto di sé, del partner, del pubblico, della situazione. In quel momento, solo una cosa ricade sotto il nostro controllo: noi. Non l’altro, non la sua capacità di aderire alle nostre regole o alle nostre aspettative. E il partner ci sorprenderà o ci metterà in crisi. In questo laboratorio proveremo a cambiare il nostro punto di vista sui più frequenti “errori”dell’improvvisazione. L’obiettivo è quello di considerarli delle opportunità di farci ispirare. Abbiamo solo bisogno di renderci conto che se siamo veramente in ascolto non c’è niente che ci possa fermare. Nemmeno un partner deciso a distruggere noi o la scena. Vogliamo essere sorpresi, vogliamo essere messi in crisi, vogliamo lasciarci trasportare con gioia dall’imprevisto.